intervista a leonardo papera

Leonardo Papèra, autore e fotografo delle Aurore Boreali (Intervista)

Hai mai fotografato il fenomeno dell’ Aurora Boreale?

Oggi abbiamo intervistato il fotografo paesaggista Leonardo Papèra, che ci parlerà anche del suo libro interamente dedicato alle Aurore Boreali.

Il tema ti incuriosisce?

Ecco a te l’intervista integrale…

Ciao Leonardo, presentati ai nostri lettori

Mi chiamo Leonardo Papèra, ho iniziato a fotografare poco più di cinque anni fa e sono sempre stato un appassionato della natura da quando sono nato.

È stato quindi facile per me orientarmi nella scelta del genere fotografico al quale dedicarmi, ovvero quello naturalistico/paesaggistico.

Nel 2013 ho fatto il mio primo viaggio fotografico e la mia prima scelta fu quella di visitare la Lapponia finlandese, alla ricerca del misterioso fenomeno dell’Aurora Boreale.

Skogafoss, Aurora Boreale
Fotografia dell’Aurora Boreale sulla famosa cascata islandese Skogafoss.

A causa della mia inesperienza non riuscii ad organizzare il viaggio in maniera ottimale, ma comunque ebbi la fortuna di vedere l’Aurora Boreale ben sei notti nella settimana in cui ero sul posto, davvero un signor risultato.

Da lì la mia passione per la fotografia all’Aurora Boreale è cresciuta sempre più e l’anno successivo ho trascorso due mesi in Islanda con lo scopo principale di riuscire a vedere questo fantastico fenomeno quante più volte possibili; nel 2016 sono tornato nuovamente in Islanda, sempre con lo stesso obiettivo.

Come ti sei appassionato alla fotografia naturalistica?

In tutta onestà, non ho nemmeno mai preso in considerazione nessun altro genere fotografico se non quello naturalistico e/o paesaggistico.

Inizialmente diciamo che utilizzavo la fotografia come “scusa” per visitare nuovi posti e star un po’ nella natura, scusa che poi è diventata una parte importante della mia vita.

Una forte spinta a migliorare ed a crescere in questo ambito l’ho ricevuta osservando le foto dei fotografi più bravi di me, chiedendomi come fosse possibile realizzare tali scatti e facendo il possibile per raggiungere quei risultati.

Quale attrezzatura fotografica utilizzi per le tue escursioni?

Premetto che non sono per niente un tipo che si perde in tecnicismi o perde molto tempo dietro alle ultime novità in campo tecnologico.

Lungo il mio percorso ho acquistato solo quello che ritenevo necessario per raggiungere una certa qualità delle foto ed ho imparato lo stretto indispensabile, nulla di più.

Come corpo macchina ho una Nikon D800 e come obiettivo principale ho un Nikon AF-S 14-24mm f/2.8, con cui ho ripreso quasi tutte le foto scattate in notturna grazie al suo ampio diaframma.

Per altre situazioni, utilizzo spesso anche un Nikon 24-120mm f/4 (denigrato da molti ma con il quale io mi sono trovato benissimo) e un Sigma 150-500mm f/5-6.3 (ecco, su questo vorrei precisare che va utilizzato con attenzione).

Come treppiede ho un Manfrotto 055xProb in carbonio con annessa testa a sfera.

Gli unici accessori fotografici realmente utili che utilizzo regolarmente sono un set di filtri ND (Haida, sia per il 14-24mm che per il 24-120mm) per le lunghe esposizioni e il telecomando a filo per evitare mosso e bloccare il pulsante di scatto.

Immagine scattata a Vik, in Islanda
Immagine scattata a Vik, in Islanda

Che problemi si possono incontrare durante un’escursione fotografica su ghiaccio e neve?

Beh, inutile girarci intorno: il problema principale è proprio il più banale di tutti, il freddo.

Non importa quanto vi vestiate o l’abbigliamento scelto, la fotografia di paesaggio è un genere molto statico dove bisogna aspettare a volte per ore stando fermi nella stessa posizione ed inevitabilmente prima o poi il freddo si farà sentire:

personalmente cerco di muovermi il più possibile quando so che devo passar del tempo in un determinato posto e cerco di rimanere asciutto (poche volte ci riesco nella realtà), ma non sono affatto soluzioni definitive contro il freddo.

Non essendo un alpinista mi assicuro sempre prima che i percorsi che faccio siano adatti alle mie capacità senza avventurarmi in situazioni pericolose, considerato anche il fatto che in molti viaggi ero completamente solo.

La regola da tenere a mente è quella del buon senso, si può rischiare sulla scelta della location da fotografare, su dove dormire o su dove trovare da mangiare, ma non sulla propria vita!

Fondamentali dal mio punto di vista per le escursioni sul ghiaccio in particolare sono i ramponcini da metter sotto le scarpe, consentono di visitare in sicurezza posti che senza sarebbe impossibile raggiungere.

Parlaci del tuo libro “Aurora Borealis: The Ultimate Hunting Guide”

Ho scritto il mio libro “Aurora Borealis: The Ultimate Hunting Guide” con lo scopo di riunire tutte le informazioni che ho trovato e tutti gli errori che ho commesso durante i miei viaggi fotografici alla ricerca dell’aurora boreale, affinché i lettori fossero facilitati in tutte le fasi del viaggio, dall’organizzazione di quest’ultimo alla post produzione delle foto fatte.

Aurora boreale libro
Aurora Borealis, libro di Leonardo Papera

L’idea mi è venuta dopo aver notato il tempo che ho passato davanti allo schermo del computer cercando di apprendere tutte le informazioni sparse in rete, davvero troppo:

ho pensato quindi che a molti avrebbe fatto comodo aver tutte queste nozioni fotografiche in un unico luogo, senza dover perdere troppo tempo.

Ho descritto poi nel dettaglio la parte puramente fotografica, ovvero come comportarsi quando si ha davanti quello spettacolare fenomeno.

Molte guide che si trovano su internet affrontano l’argomento in maniera molto semplicistica (cosa che mi ha portato a scartare diversi scatti), io ho cercato di discutere di tutte le variabili in gioco e come affrontare diverse situazioni.

Come si scatta nelle condizioni metereologiche in cui fotografi l’Aurora Boreale, e cosa usi per proteggere la tua attrezzatura fotografica?

La tecnica di base per fotografare le aurora non dista molto da quella che si utilizza in qualsiasi altra parte del mondo per fotografare i cieli stellati:

lunghe esposizioni, diaframmi aperti ed ISO moderatamente alti; regolando (per far un esempio) la macchinetta su 20″, f/2.8 e ISO1600 siamo quasi certi di aver una foto dove si vede l’aurora boreale (sempre che ovviamente sia apparsa in cielo).

Nella pratica ci sono molti più fattori da considerare, come la luna che influenzerà notevolmente gli ISO ed i tempi di scatto o la potenza dell’aurora che state fotografando, in base alla quale dovremo muoverci molto velocemente per catturarne correttamente il movimento.

Per ciò che riguarda la protezione della mia attrezzatura, attualmente non utilizzo niente se non -come già detto nella domanda precedente – la regola del buon senso:

cerco di trattare gli oggetti con la dovuta attenzione, senza però mai precludermi una foto perché l’attrezzatura è a rischio!

Cosa ti ha spinto a “cercare” le Aurore Boreali e a farle conoscere?

Fondamentalmente un articolo del National Geographic, tutto è partito da lì.

Come ho anticipato, il mio primo viaggio fotografico è stato nel 2013 nella Lapponia finlandese con lo scopo di vedere questa fantomatica Aurora Boreale.

Paesaggio della Finlandia
Paesaggio della Finlandia

Qualche mese prima, mentre decidevo dove potessi passare la settimana di vacanza, trovai quest’articolo sul sito del National Geographic con poco meno di una ventina di foto, e da lì non ci furono dubbi, quello era ciò che volevo vedere.

Da lì è partita tutta una serie di studi più approfonditi per capire come, dove e quando vedere e fotografare il fenomeno delle Aurore Boreali, con annessa prenotazione del volo ed hotel presso il piccolo paesino di Inari…

Quel viaggio mi segnò profondamente e lì è nata la mia passione per questo particolare genere di fotografie.

Che rapporto hai con i social network? Riesci a farti conoscere su Instagram?

Beh, con i social a dirla tutta ho un rapporto di “amo et odi”!

L’unico che utilizzo regolarmente per condividere le mie foto è Instagram, ma per come la vedo io non è esente da difetti.

Prima di tutto le foto vengono visualizzate quasi esclusivamente sugli schermi minuscoli degli smartphone e ciò non rende giustizia ai dettagli ed ai particolari che vi sono nella foto.

Secondariamente, le persone al giorno d’oggi (me incluso chiaramente) hanno una soglia dell’attenzione sempre più bassa e nel caso della fotografia sui social vi si soffermano solo per qualche frazione di secondo, senza nemmeno notare magari qualche particolare che il fotografo in questione ha faticato tanto per includere.

Fenomeno dell'Aurora Boreale a Godafoss
Fenomeno dell’Aurora Boreale a Godafoss, la Cascata degli Dei in Islanda

Last but not least, sui social bisogna esser prima di tutto degli esperti di marketing e solo dopo aver dei contenuti interessanti; io allo status quo ho circa 57.000 followers su Instagram, ma non pensate che dall’oggi al domani mi sono ritrovato il profilo intasato di persone che mi ammiravano…

Ho dovuto ragionare come se dovessi gestire l’account di un’azienda ed attraverso vari strumenti di promozione sono riuscito a far crescere il mio account Instagram.

Ci sono fotografi molto più meritevoli di me con una manciata di followers solo perché non hanno il tempo o le capacità di promuoversi a dovere, come ci sono “fotografi” con seguiti da milioni di followers con foto incredibilmente sature o con oggettivi errori in fase di scatto.

I social sono meritocratici per quanto riguarda le capacità di marketing, non quelle di produzione dei contenuti.

Quanto è importante, per te, la post-produzione? Come la utilizzi?

La post-produzione è una parte fondamentale del processo di sviluppo di una foto al giorno d’oggi, inutile negarlo.

Per post-produzione intendo quella fase in cui si cerca di dar un qualcosa di personale allo scatto attraverso curve, contrasti e colori, non aggiungendo cieli da altre foto o creando fotomontaggi (non ho niente in contrario a quest’ultimi, ritengo solo che esonerino un po’ dalla definizione di fotografia).

Personalmente amo i colori e chiunque abbia dato uno sguardo alle mie foto noterà subito che tendo a produrre foto molto “vivaci”, ma nel contempo cerco di attenermi il possibile alla situazione che ho vissuto in quel determinato momento.

Aurora Boreale su Vik, in Islanda
Aurora Boreale su Vik, in Islanda

Hai all’attivo collaborazione con siti web, riviste, fotografi?

Attualmente non collaboro con nessuno in modo continuato; qualche rivista e qualche sito web hanno utilizzato i miei scatti, ma si è sempre trattato di una tantum e non di un rapporto stabile.

Ho sempre scattato solo per passione e gli introiti che ho ottenuto in questi anni grazie alle mie foto sono molto più che ridicoli e totalmente irrilevanti, sono sempre rimasto uno spirito libero!

Cosa ne pensi di diventarefotografodavventura?

È sicuramente uno dei siti fatti meglio a livello italiano per apprendere un mare di informazioni riguardo al genere fotografico naturalistico, con tante guide anche su tipi di scatto poco conosciuti e difficili da mettere in pratica per uno con poche conoscenze; io stesso ho appreso molte cose che non sapevo leggendo i vari articoli sul sito.

Personalmente però, la cosa che dovrebbe spingervi di più a frequentare questo sito sono le interviste tradotte in italiano ai fotografi del National Geographic, senza ombra di dubbio; anzi, fossi in voi, chiuderei subitissimo questa intervista ed andrei a leggermi quella di Paul Nicklen, uno dei veri maestri di questo genere!

Dove possiamo trovarti online?

Per chi fosse interessato, può trovarmi sul mio account Instagram: https://www.instagram.com/leonardo.papera/

Hai in programma nuovi progetti?

Idee in mente ne ho parecchie ma molte sono di non facile realizzazione, ora come ora l’unico “progetto” sicuro che devo portare a termine è la laurea, dopo di che potrò decidere se concentrarmi di più sulla fotografia anche a livello lavorativo o continuare a fotografare “solo” per passione!


Qui finisce l’intervista di Leonardo Papèra che ci ha portato nel mondo della fotografia alle Aurore Boreali.

Se sei incuriosito sulla tecnica di scatto e sul racconto di Leonardo allora devi leggere il suo libro “Aurora Borealis: The Ultimate Hunting Guide” pieno di splendide foto sulle sue avventure in terra islandese e nei posti dove è presente questo fenomeno.

In conclusione, cosa ne pensi della fotografia notturna o di quella paesaggistica in generale? Faccelo sapere lasciando un commento qui sotto.

* Tutte le fotografie presenti in questa intervista sono Copyright di Leonardo Papèra

Leonardo Papèra, autore e fotografo delle Aurore Boreali (Intervista) was last modified: settembre 16th, 2017 by Mary Di Mauro

2 pensieri su “Leonardo Papèra, autore e fotografo delle Aurore Boreali (Intervista)”

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