Intervista a Fabrizio Palombieri, un naturalista amante della fotografia faunistica

In questa intervista ti presenterò Fabrizio Palombieri, un fotografo naturalista collaboratore del nostro sito web nonché guida naturalistica del Nord Italia.

Fabrizio ci parlerà delle sue passioni (legate alla fotografia e alla natura ovviamente), dei suoi lavori passati e presenti e di cosa significa essere naturalista.

Potrai vedere inoltre alcune delle fotografie che scatta durante le sue escursioni (una piccola anteprima di quelle che saranno pubblicate nelle prossime settimane su queste pagine).

Ti lascio all’intervista, buona lettura.

Ciao Fabrizio, presentati ai nostri lettori

Ciao, mi chiamo Fabrizio, ho 30 anni, vivo a Trieste e sono un naturalista.

Amando la natura e la fotografia ho cercato di unire queste due passioni per diventare un fotografo naturalista nel tempo libero.

Sono una persona a cui piace l’attività all’aria aperta, specialmente in montagna.

È facile vedermi in montagna zaino in spalla (o meglio, per me sarà facile vedervi, voi difficilmente mi vedrete perché amo mimetizzarmi nell’ambiente).

Mi piace anche andare in bici o ad arrampicare, comunque sia, sempre all’aria aperta.

Come ti descriveresti?

Molti mi hanno definito eclettico, stravagante, strano…

Io preferisco definirmi originale, sia nel modo di pormi con gli altri che in quello che faccio.

gregge di pecore
Un gregge di pecore incontrato durante un escursione fotografica.

Che lavoro fai? Cosa ti piace fare?

Attualmente collaboro con un’associazione che si occupa di didattica e divulgazione nei musei scientifici di Trieste, principalmente nel museo di storia naturale e nell’acquario.

Un aspetto che adoro di quest’attività sono le visite guidate: infatti spesso svelo delle curiosità che pochi conoscono, ed è bello vedere la reazione della gente.

E’ una cosa che mi piace, sono portato a spiegare questo tipo di curiosità, specialmente ai bambini.

Cosa significa, oggi, essere “naturalista” in Italia?

foto di elefante con la sabbia
Un elefante alle prese con la sabbia.

La gente come prima cosa pensa che io vada al mare nudo, confondendomi con un naturista (incredibile la differenza che 2 lettere come “AL” possono fare!); come seconda cosa pensa che io sia un vegano abbraccia-alberi e anche quì si sbagliano.

Un mio professore diceva che il naturalista è il punto d’incontro tra un geologo e un biologo.

Io preferisco pensare che:

Il naturalista, a differenza del biologo, è quella persona che in un bosco non vede solo la foglia, ma l’intero albero.

In quali contesti hai avuto modo di lavorare?

Ho “lavorato” (o meglio: tirocinio, stage e internato non retribuito) mentre studiavo all’università all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (PNDF), nell’Acquario marino e Rettilario di Trieste e al Museo di Storia Naturale di Trieste.

In tutti questi posti ho appreso un sacco di nozioni, avendo a disposizioni esperti e biblioteche ben fornite.

Subito dopo la laurea ho lavorato per 6 mesi come biologo marino in Egitto, a Berenice, dove portavo i turisti a visitare la barriera corallina e il deserto.

Successivamente ho lavorato per una stagione estiva alla riserva marina del WWF a Miramare, sempre come guida naturalistica.

stambecco dietro un albero
Uno stambecco cerca di nascondersi dietro gli alberi.

Quali competenze hai sviluppato in campo naturalistico e come si relazionano alla fotografia?

Come naturalista ho imparato a studiare il territorio dove mi reco a fare fotografie:

Non cerco l’animale che mi interessa, ma cerco ciò che interessa all’animale, in modo da poterlo anticipare.

(NdR: anticipare i movimenti è infatti una delle doti essenziali di ogni bravo fotografo, d’avventura e non).

Quando è nata la passione per la fotografia? E per la vita all’aria aperta?

Un simpatico bradipo durante il suo pasto.
Un simpatico bradipo durante il suo pasto.

Credo che la passione per la vita all’aria aperta sia nata quando avevo 8 anni ed ero ancora uno scout che andava per boschi… da allora ho sempre continuato su quella rotta.

Per quel che riguarda la fotografia penso che sia sbocciata quando ho lavorato al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane:

ero in montagna in una malga, aveva appena finito di piovere e ho visto 2 aquile reali volare sopra di noi…

poi una delle due è scesa in picchiata lanciandosi contro un camoscio che scalciava (l’attacco poi è fallito).

“Avrei dato oro per poter immortalare quella scena!”

Che genere di fotografia preferisci e perché?

Come avrete capito adoro la fotografia naturalistica, principalmente rivolta ai mammiferi.

E’ una vera sfida riuscire a trovarli, avvicinarli e immortalarli in modo accettabile; di certo gli animali non si mettono in posa, quindi è impegnativo come genere fotografico.

Inoltre molti animali hanno abitudini crepuscolari e quindi per fotografarli devo essere sul posto prima di loro, a volte anche alle 5 del mattino!

Quale attrezzatura dovrebbe far parte dell’equipaggiamento di ogni fotografo d’avventura?

Sicuramente dell’acqua, poi suggerisco sempre un monopiede, pratico e veloce, spesso i teleobiettivi pesano un sacco, ed è utile come bastone da trekking:

ad esempio, le bacchette da trekking che uso io sono queste (Manfrotto MMOFFROADG) e sono fenomenali perchè in un attimo possono diventare un mono-piede pronto all’uso!

Uno stambecco in cima ad una rupe
Uno stambecco in cima ad una rupe

E come ultima cosa un copri zaino per evitare che si bagni l’attrezzatura; io mi asciugo velocemente, mal che vada mi prendo un raffreddore, l’attrezzatura fotografica invece accusa di più l’acqua e l’umidità.

Cosa ne pensi del nostro sito internet, degli account social e del progetto che c’è dietro?

Penso che Diventare Fotografo d’Avventura sia un sito utile a chi vuole praticare la fotografia, specie se all’aperto.

Si trovano tante nozioni utili, come interviste a chi ha avuto successo o consigli di vario tipo.

Poi se si vuole approfondire un determinato argomento ho visto che i coordinatori sono molto rapidi a rispondere e a dissipare eventuali dubbi.

C’è qualcos’altro di cui vuoi parlarci?

Non sempre è facile andare a cercare animali, dovete conoscere il vostro soggetto, che sia una rana o un orso.

Una simpatica civetta bianca
Una simpatica civetta bianca

Dovete anche capire quando la situazione diventa pericolosa, mi è capitato in più di un occasione di scalare un albero perché rincorso da un cinghiale o perdermi nella foresta del Cansiglio per seguire dei cervi.

Perciò testa sulle spalle e ricordatevi che la vostra incolumità vale più di una bella foto.

Per saperne di più su Fabrizio Palombieri puoi trovare maggiori informazioni nella sua pagina personale.

* Tutte le fotografie presenti in questa intervista sono Copyright di Fabrizio Palombieri

Intervista a Fabrizio Palombieri, un naturalista amante della fotografia faunistica was last modified: maggio 12th, 2016 by Matteo

Un pensiero su “Intervista a Fabrizio Palombieri, un naturalista amante della fotografia faunistica”

  1. Ciao Fabrizio,
    mi piace tanto la foto del gregge di pecore!
    Interessante il lavoro che fai e la tua passione per le foto di animali.
    In bocca al lupo
    Amedeo

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