Intervista ad Andrea Mottarella

La fotografia di montagna spiegata da Andrea Mottarella (Intervista)

Cosa ne pensi della fotografia di montagna?

Oggi ti presentiamo l’intervista ad Andrea Mottarella, un fotografo di paesaggio appassionato di “vita ad alta quota”.

Non voglio svelarti nulla…

Ti lascio alla sua intervista 😉


Ciao Andrea, presentati ai nostri lettori

Andrea Mottarella ritrattoMi chiamo Andrea Mottarella e sono un fotografo.

Nato e cresciuto in Valtellina, ho iniziato a frequentare la montagna quando ancora non sapevo camminare.

È stato mio padre con la sua passione per i minerali a coinvolgere tutta famiglia:

in tutta la mia infanzia non c’è stato un fine settimane da aprile a ottobre che non prevedesse un’uscita tra le montagne Valtellinesi.

Emozioni contrastanti hanno caratterizzato questo periodo, dalla sorpresa alla noia, dalla stanchezza alla gioia.

Tutte hanno però contribuito a farmi sentire parte di questo mondo:

odori, suoni, colori, fatiche e soddisfazioni sono diventati famigliari e parti di me.

E la fotografia mi permette ogni volta di rivivere tutto questo:

in ogni foto cerco di immortalare l’attimo di magia che solo la montagna mi permette di vivere, e in questo modo renderlo eterno.

È sempre grazie a mio padre che ho iniziato fin da piccolo a familiarizzare con la fotografia: ricordo il nostro bagno trasformarsi in camera oscura.

E proprio dalla pellicola ho mosso i miei primi passi e realizzato i primi scatti.

Il mondo della fotografia digitale ha in seguito spalancato le mie possibilità artistiche:

Non si trattava più solo di trovare l’attimo e il luogo giusto, ma ogni scatto poteva diventare una tela sulla quale giocare ed esaltare le sfumature emotive che la natura e la montagna avevano suscitato in me e permettere agli altri di sperimentarne di proprie.

In un baleno mi sono ritrovato catapultato nel mondo della fotografia moderna e della grafica.

Fotografia di montagna
Lago Saoseo al tramonto

La dimensione di fotografo professionista mi permette ad oggi di organizzare corsi di fotografia a vari livelli, realizzare servizi fotografici personalizzati e collaborare con riviste locali (sia in ambito fotografica che grafico).

Il mio è un percorso che è appena cominciato, ma che ha già ben chiaro il suo obiettivo: emozionarmi ed emozionare.

Come pianifichi le tue escursioni fotografiche?

In relazione alle stagioni, al meteo e alle possibilità di tempo che gli impegni di famiglia e di lavoro mi concedono:

Diciamo che appena ho la possibilità mi ritrovo a fotografare in montagna.

Tengo sempre sotto controllo le previsioni meteorologiche e cerco di studiare gli itinerari su Google Earth, facendo sempre attenzione a dove e quando sorge e tramonta il sole.

Quale attrezzatura fotografica fa parte del tuo corredo? In base a cosa l’hai scelta?

Ho 2 corpi macchina: una Nikon d7100 (formato APS-C) e una Nikon d810 (formato Full Frame).

Principalmente uso la d810 per foto paesaggistiche e invece la d7100 per sfruttare il Crop-Factor nelle fotografie di animali (wildlife) quando i millimetri non bastano.

Come ottiche posseggo un 15-30mm Tamron (grandangolo) un 24-120mm Nikon, un 24-70mm Nikon e un 18-105mm Nikon (come tuttofare), un 70-300mm Tamron e un 200-500mm (teleobiettivi).
Come ottiche fisse un 50mm e 60mm Macro Nikon.

Cincia bigia fotografia wildlife
Cincia bigia

La scelta è mirata a coprire tutte le lunghezze focali dal 15mm fino a 500mm e cercare di non spendere una follia visto che la passione per la fotografia non è certo economica.

Cerco di leggere sempre molte opinioni e test prima di comprare un obiettivo fotografico, a volte può essere estremamente utile aspettare e ponderare con estrema calma le decisioni.

A cosa bisogna fare attenzione durante un’uscita fotografica in alta quota?

Personalmente mi alleno molto per andare in montagna, credo che un buon allenamento sia sempre il migliore rimedio per le possibili situazioni di difficoltà che la montagna presenta.

Se sei allenato reagisci meglio in situazioni di stanchezza e mentalmente hai più fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità.

Bisogna fare molta attenzione al rapporto tra peso dell’attrezzatura fotografica che si sceglie di trasportare e la propria condizione fisica, per non rischiare di trovarsi in alta quota senza energie per affrontare il ritorno.

Come proteggi l’equipaggiamento fotografico durante le escursioni su ghiaccio e neve?

Fotografia di paesaggio ghiaccio e neve
Inverno in Val di Mello, Val Masino (Sondrio)

Utilizzo sempre il tappo di protezione lente per gli obiettivi, mi sono abituato a toglierlo e rimetterlo per ogni scatto.

Il paraluce è anch’esso un ottimo rimedio per evitare collisioni tra la lente e pareti rocciose, ghiaccio e neve.

Inoltre scelgo l’attrezzatura fotografica in relazione alla difficoltà dell’escursione, privilegiando il corpo macchina e le ottiche più economiche quando è particolarmente impegnativa e/o sconosciuta.

K-way o poncio sono sempre presenti nel mio zaino fotografico in caso di improvvisi rovesci.

Sei stato in Nepal: come si relazione la fotografia naturalistica con quella di viaggio e di reportage?

Non credo di avere l’esperienza adatta per poter rispondere a questa domanda…

In Nepal ho vissuto un’esperienza incredibile, un viaggio che era figlio della mia grande passione per la fotografia di montagna.

Qui mi sono trovato coinvolto nella drammaticità del terremoto dell’aprile 2015 e ho vissuto attimi di paura e di profondo dolore per quel popolo così duramente colpito.

Forse avrei potuto trasformare questo viaggio in reportage, ma con tutta sincerità non ne ho avuto il coraggio.

Credo ci siano dei momenti in cui si debba abbassare l’obiettivo e mettere da parte le proprie ambizioni.

Cosa accomuna, e cosa differenzia, la fotografia di animali (Wildlife) e quella di paesaggi (Landscape)?

Fotografia di Paesaggio vs Fotografia wildlife
Simmetria perfetta, fotografia wildlife

Questa è una domanda interessante.
Se dovessi rispondere impulsivamente mi verrebbe spontaneo dire che sono due generi di fotografie completamente diversi.

Invece, pensandoci con attenzione sono molti di più gli aspetti che hanno in comune di quanto si possa immaginare:

  • Pazienza: l’attimo giusto è fondamentale nella fotografia di animali, ma lo è anche in quella di paesaggio, a volte infatti certe condizioni di luce durano pochi istanti e devi essere pronto a catturarli.
  • Esperienza: la conoscenza dei luoghi, dei movimenti e delle abitudini degli animali sono elementi essenziali, ma anche per quanto riguarda i paesaggi a volte bisogna tornare più e più volte nello stesso posto per ottenere ciò che si ha in mente, la posizione migliore rispetto al sole, la grandezza della luna, il vento ecc…
  • Sensibilità: la nostra sensibilità e la nostra anima ci permette di vedere e cogliere attimi che trasmettono emozioni e sentimenti, tanto nella fotografia di animali quanto in quella di paesaggi.
  • Tecnica e attrezzatura: sono basilari per entrambi i tipi di fotografia. Un pizzico di fortuna poi non guasta mai.

Fai uso di post-produzione nei tuoi lavori? Se si, quanto conta per il risultato finale?

La post-produzione la considero parte integrante dello scatto. Oggi la fotografia è digitale, e sta proprio in questo termine il senso della post.

Già nel momento in cui scattiamo vi è una elaborazione digitale della luce, la domanda è questa:

Vogliamo essere padroni delle informazioni digitali o lasciamo che un software decida per noi?

Generalmente chi critica la post-produzione è chi non la  conosce e/o non la sa domare. Oggi conta tanto se non tantissimo per il risultato finale del nostro scatto.

Fotografia di montagna
Lago di Zocche, fotografia di montagna

Con quali siti web/riviste/fotografi hai collaborato?

Oggi è difficile trovare collaborazioni se non fai parte di qualche agenzia fotografica.

Il livello della fotografia e dei fotografi è altissimo ed è sempre più difficile che riviste o siti web si interessino a te se pure di livello avanzato.

Collaboro con alcuni fotografi locali, consorzi turistici e riviste. Organizzo e tengo corsi di fotografia di vari livelli.

Cosa ne pensi del nostro sito internet?

Penso sia un grande lavoro e richieda grande impegno per essere sviluppato nel tempo.

Una grande opportunità per tanti appassionati di fotografia naturalistica per confrontarsi con le esperienze di altri fotografi professionisti e amatoriali e di conoscere tecniche nuove, consigli e “trucchetti” del mestiere.

Dove possiamo trovarti online?

Ho un sito web personale che ho realizzato in completa autonomia e tengo costantemente aggiornato con gli ultimi scatti e le novità che mi riguardano:

www.andreamottarella.it

Inoltre è possibile seguire le mie fotografie anche sui principali Social Networks:

Facebook, Twitter, Google+, Pinterest ,Instagram, 500px e Juzaphoto sempre cercando Andrea Mottarella.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il progetto principale è quello di continuare a migliorare con l’umiltà e la passione che da sempre mi hanno caratterizzato, imparando più possibile dai Grandi Fotografi che conosco e conoscerò e dalle esperienze che questo mondo ti permette vivere.

Paesaggio di montagna
Solitudine, paesaggio innevato

* Tutte le fotografie di montagna e wildlife presenti in questa intervista sono Copyright di Andrea Mottarella.


Qui finisce l’intervista ad Andrea Mottarella, che ci ha parlato della sua passione per la fotografia di montagna e per la fotografia wildlife.

Se anche tu vuoi sapere come diventare un fotografo paesaggista, ti consigliamo di leggere questi libri fotografici:

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In conclusione, cosa ne pensi della fotografia di montagna e delle foto naturalistiche in generale? Vuoi condividere con noi qualche tuo scatto?

Facci sapere la tua opinione lasciando un commento qui sotto!

La fotografia di montagna spiegata da Andrea Mottarella (Intervista) was last modified: maggio 15th, 2017 by Mary Di Mauro

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