fantasmi di luce di Ismaele Tortella

Fantasmi di luce: fotografie e racconto di Ismaele Tortella

Vorresti vivere un’esperienza fotografica in una terra del tutto selvaggia?

Bene, il giovane fotografo naturalista Ismaele Tortella ha vissuto un’esperienza del genere con un suo amico pittore, interpretando in maniera diversa le bellezze della natura.

Non voglio svelarti più niente e ti lascio al suo racconto fotografico

Buona lettura 😉


Dopo tante ricerche su internet eravamo lì, in una piccola città della Lapponia Svedese chiamata Skellefteå, in cui abbiamo passato due mesi della scorsa estate.

Ci incontrammo direttamente in quel paesino dalle parti del 64° parallelo, conosciuto ai più per la fiorente industria estrattiva mineraria e dell’oro.

fotografia di paesaggio, Lapponia

Io, giovane fotografo naturalista e Andrew Meachin, giovane pittore inglese:

avevamo fantasticato a lungo sull’idea di un viaggio condiviso e finalmente i nostri progetti si erano concretizzati, dando vita a una vera e propria avventura.

Partiti con l’idea di esplorare la zona sud della Lapponia, rappresentandola ognuno con i propri mezzi.

Andrew ed io volevamo creare qualcosa che toccasse sia la realtà racchiusa da un click di una foto sia la magia di un disegno:

un lavoro a quattro mani, creato partendo da punti di vista differenti in cui far confluire tutte le nostre esperienze.

Il problema più grande, il budget sempre molto ristretto o quasi nullo per noi giovani, ci ha fatto optare per la soluzione del woofing: lavoro in cambio di vitto e alloggio.fotografia macro di Ismaele Tortella

La nostra era una fattoria molto folkloristica, sperduta fra i boschi lapponi e nessuna anima viva per chilometri.

Le poche case intorno a noi erano abbandonate o utilizzate solo nel periodo estivo e le strade, sterrate, erano deserte.

Le lunghe giornate fatte di 20 ore di luce, iniziavano lavorando e proseguivano studiando il mondo intorno senza aiuti, camminando per chilometri, girovagando nei boschi lapponi.

Ogni volta vivevamo nuove avventure, conoscendo una natura così lontana dalla nostra realtà.

Il picchio rosso

Un giorno seguendo il corso di un piccolo fiume ci trovammo a scoprire un ampio e placido lago in cui confluisce.

Sembrava di essere finiti tra le pagine del racconto di H.D. Thoreau, sulle rive del Lago Walden.

Dalla nostra parte l’uomo aveva da poco effettuato un taglio raso dell’area boschiva, lasciando solo qualche pino silvestre vicino alle sponde.

Seguendo il sentiero lasciato da renne ed alci, udimmo il verso di un picchio rosso maggiore che volava tra gli alberi.

fotografia di animali, picchio rosso

Ci fermammo e iniziammo ad osservarlo con il binocolo per capire dove stazionava.

Dopo poco ci trovammo proprio sotto al tronco giusto.

Una volta mi dissero che gli uccelli non sanno contare, così bastò che Andrew si allontanasse e restasse qualche minuto attaccato all’albero senza paura di arrecare disturbo, alzare la macchina fotografica verso il cielo e immortalare l’incontro da una prospettiva insolita.

I disegni di Andrew Meachin

Penso che quegli ambienti resteranno sempre vividi nella nostra memoria:

fioriture colorate immerse in luci sognanti, a volte luminosissime, altre cupe, che cambiavano radicalmente con il passare delle ore.

Andrew fermò quei giorni a modo suo.

Consegnò ai boschi la traccia del nostro passaggio, disegnando direttamente sulla corteccia delle betulle, le sue renne effimere e stilizzate dai caldi colori del bosco, presero vita.

disegno su corteccia
Disegno su corteccia di Andrew Meachin

Guardare le sagome di queste eleganti creature succedersi sugli esili tronchi chiari era come vederle sfilare in silenzio come fantasmi nella nebbia.

Sembravano essere state su quei tronchi da sempre e i disegni di Andrew avrebbero accompagnato il loro passaggio durante i lunghi spostamenti che compiono con il succedersi delle stagioni.

Disegnarle e affidarle in custodia al bosco è stato il suo modo di raccontare l’esperienza di averle viste. Del resto incontrarle fu inaspettato quanto toccante.

L’incontro con la renna

Quella sera uscimmo tardi, combattuti fino all’ultimo dall’idea di restare a casa, ma il freddo tagliente non fermò la nostra voglia e dopo i soliti quaranta minuti di cammino tra il muschio, sprofondando continuamente nel terreno soffice delle torbiere, arrivammo a destinazione.

fotografia di natura selvaggia di Ismaele Tortella

Con noi salì una fitta nebbia che tagliava l’orizzonte in maniera netta, come a dividere due mondi.

Iniziammo a scrutare con il binocolo quell’area contenuta tra il lago e i pini silvestri, vedendo qualcosa muoversi in lontananza.

Una renna incuriosita dalla nostra presenza ci scrutava sospendendo la sua ricerca di teneri germogli nati in seguito al taglio a raso.

Trovarsi di fronte alla figura umana è il momento più critico per un animale, cosi ci sedemmo in silenzio e aspettammo…

Passò più di un’ora prima che la renna iniziasse ad avvicinarsi, accorciando lentamente la distanza fino a consentirmi di scattare.

Rimanemmo entrambi senza parole da questo incontro e capimmo che a volte uscire senza pretese è la scelta che regala le emozioni più grandi, come l’incontro con una famiglia di cigni selvatici assidui frequentatori del placido lago.

fotografia di fauna, una renna nel buio

La famiglia di cigni: la foto perfetta!

Un regno indiscusso, condiviso con molti animali: castori che rosicchiavano betulle, lontre che pescavano lucci, limicoli nidificanti tra i canneti, renne che si muovevano tra i bordi.

I cigni candidi, fluttuanti sull’acqua, attirarono il nostro interesse, così decidemmo di seguirli, osservandoli in lontananza, mimetizzati al bordo della radura, seduti ore su soffici cuscini di muschio:

la poltrona più comoda che avessimo mai provato!

Tornammo quasi ogni giorno, imparando fino a che punto potevamo avvicinarci e come rispettare i loro spazi.
L’assiduità e la cautela ci permise di assistere al compimento del miracolo della vita:

la coppia era diventata una famiglia e cinque bianchi batuffoli erano comparsi.

Il punto di osservazione migliore mi permetteva di catturare lo specchio dove l’acqua rifletteva i boschi che chiudevano il lago.

Era quasi mezzanotte, il sole era tramontato da un po’ portandosi con se gli ultimi raggi di luce che mi riscaldavano.
Al suo posto arrivò quella nebbiolina tanto attesa data dalla rapida inversione termica.

una famiglia di cigni, fotografia di animali

E proprio in quel momento, nel punto che avevo scelto, la famiglia passò lentamente.

Era la foto che avevo sognato.

I diversi modi di interpretare la realtà

Questa esperienza caratterizzò un momento della nostra vita, dove non solo le nostre strade si incrociarono ma dove le nostre visioni artistiche anche se pur differenti si sfiorarono per un momento.

Un giorno fu particolarmente emblematico, nel quale stavamo perlustrando una casa abbandonata per scoprire se c’erano tracce di animali.

Pioveva ed il cielo era grigio e cupo.

Io mi spostai nel lato destro della casa mentre Andrew rimase davanti l’ingresso. Eravamo a pochi metri, così vicini ma assistemmo a due scene completamente diverse.

disegno di Andrew Meachin
Disegno di Andrew Meachin

Andrew di colpo vide quattro cuccioli di capriolo sbucare dagli alberi e correre verso di lui, arrivarono a pochi metri per poi scappare nel bosco.

Io dal lato opposto vidi questa piccola farfalla ferma sulla finestra rotta.

Quel cielo così cupo permise di avere un contrasto magico tra il bianco della finestra e il nero dato dall’oscurità della casa abbandonata, tutto acceso da quel piccolo barlume di colore della farfalla.

Questo avvenimento per me racchiuse tutto il viaggio.

Anche se così vicini ognuno di noi aveva visto cose differenti da quell’avventura, ognuno si era soffermato su temi differenti, ognuno era rimasto affascinato a suo modo… ognuno aveva vissuto la propria esperienza.fotografia di avifauna di Ismaele Tortella

Ma la cosa più bella per me fu che non esistette un vincitore ma solo la condivisione di quei momenti tanto speciali con un ragazzo che amasse come me la natura selvaggia.

* Tutte le fotografie presenti in questa pagina sono Copyright di Ismaele Tortella.


Qui finisce il racconto nella natura selvaggia del fotografo d’avventura Ismaele Tortella e del suo amico pittore Andrew Meachin.

Se sei rimasto affascinato dalla sua “avventura fotografica”, allora leggi i consigli di altri fotografi (tra cui anche Ismaele).

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Fantasmi di luce: fotografie e racconto di Ismaele Tortella was last modified: gennaio 5th, 2018 by Mary Di Mauro

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