Come Migliorare la Nitidezza delle Foto di Paesaggio e di Fauna: 9 Consigli Passo-Passo!

Come scattare foto di natura nitide e definite?

Ce lo spiega Franco Fratini, vincitore della Coppa del Mondo di Fotografia Naturalistica nel 2012, con la nazionale italiana...

Continua a leggere per conoscere il suo modo di fotografare, e scoprire così come è riuscito a ottenere la massima nitidezza possibile in 9 sue fantastiche fotografie di fauna e paesaggio!


La resa finale di una foto è condizionata da molteplici fattori, ma la nitidezza o “sharpening” dell’immagine finale influenza più di altri la qualità estetica che andranno a percepire i nostri occhi...

I 9 scatti in natura del fotografo Franco Fratini che trovi pubblicati in questa pagina ne sono un perfetto esempio:

I dettagli sono tutti evidenziati. I contorni ben delineati.

Ma come si fa a ridurre sempre al minimo, e sistematicamente, il fastidioso effetto del micro-mosso e del rumore? Quali accorgimenti tecnici bisogna seguire?

Ne abbiamo parlato in modo approfondito negli oltre 85 minuti della video-intervista inedita (la trovi qui) che accompagna la galleria che segue...

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​Perciò ti chiedo:

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In caso contrario, continua pure con la lettura e scopri i suoi preziosi consigli per aumentare la nitidezza delle ​immagini di natura (partendo da 9 ​foto di esempio nei generi fauna e paesaggio scattate in giro per il mondo)!

Inverno sul fiume Adda

Foto nitida fiume Adda

F 6,3 1/125 Su treppiede il tempo non è importante. Il diaframma è abbastanza aperto perché non c’è niente in primo piano.

​Durante il periodo invernale spesso mi reco in questo luogo, lungo la riva destra del fiume Adda. Qui le condizioni climatiche permettono la formazioni di vapori acquei, talvolta nebbie, che conferiscono al paesaggio un aspetto molto fotogenico.

La luce passa dai toni freddi del mattino ai colori rosati dell’alba, prima che spunti il sole, ai colori accesi delle nebbie illuminate dai primi raggi solari.

Questa luce e colore sono presenti se sul lato nord occidentale si formano strati nuvolosi che riflettono ​la luce rosata del sole.

Il sensore cattura la luce ma restituisce un’immagine molto più neutra di così. Per questo è fondamentale controllare che l’istogramma dei tre canali sia corretto, per non introdurre derive cromatiche.

In post-produzione si può poi bilanciare il bianco, in modo da ripristinare il colore originario.

Il diaframma qui non deve necessariamente essere chiuso perché non ci sono soggetti in primo piano, quindi ​non è richiesta una grande profondità di campo.

L’ottica usata da ottimi risultati tra 5,6 ed 8, massimo 11. F 6,3 assicura quindi una buona nitidezza.

Gli ISO possono rimanere bassi, la macchina è su treppiede quindi al fine di ottenere una fotografia nitida il tempo di esposizione non è ​mai un problema.

​Alba sui Monti Sibillini

nitidezza immagini sibillini

​​F 11 1/80 Su treppiede il tempo non è un problema, si può allungare per poter chiudere il diaframma in modo da estendere la profondità di campo ed avere a fuoco sia i primi ciuffi d’erba che lo sfondo. Attenzione però a non mettere a fuoco le montagne, il fuoco deve cadere  a 20 m. circa.

​Questa è un’alba sui monti Sibillini.


Il sole che aveva appena scavalcato le montagne dietro di me stava iniziando ad illuminare le cime sulla sinistra ed i ciuffi d’erba in primo piano.

Con il loro colore caldo andavano a contrastare con il cielo ancora azzurro del primo mattino.

E questo è ciò che mi ha fatto scegliere questa composizione.

A differenza della foto precedente qui il primo piano è importante, quindi deve essere a fuoco e ben illuminato.


Da qui la necessità di chiudere il diaframma per avere una buona lettura, sia sul primo piano che sullo sfondo.

​Il punto di messa a fuoco, in questo caso va collocato ad una ventina di metri per sfruttare al meglio la profondità di campo (e riuscire ad avere comunque uno scatto nitido).

Hverir, Islanda

fotografia nitida Islanda

​F 10 0,4 sec. 16mm con grandangolo spinto la pdc è sufficientemente estesa anche con F10. Si ha a fuoco da meno di 1 metro ad infinito. Il fuoco è stato preso alla biforcazione dei segni scuri.

Hverir è uno dei tanti luoghi fotografici particolari in Islanda.

Si tratta di una zona geotermica in cui vapori sulfurei escono dal suolo e molte sostanze minerali affiorano a colorare i fanghi di superficie.

La zona fotografata (alla massima nitidezza possibile) è il fondo di una palude che si è prosciugata, lasciando uno strato di fango rosso superficiale a ricoprire lo strato nero sottostante.

L’assenza di acqua ha provocato le spaccature che si vedono.

Un modo per non limitarsi a ritrarre il fondo della palude è stato mettere in evidenza le due tracce che formano la “Y” rovesciata.

Ho utilizzato un grandangolare spinto (14-24 su 16mm) che ha una buona profondità di campo e crea molta tridimensionalità.

Grazie alle sue caratteristiche ho potuto impostare F10 che tiene a fuoco l’intera scena, senza incorrere in problemi di diffrazione tipici dei diaframmi più chiusi che sono un nemico acerrimo della nitidezza.

​Nibbio bruno​

D500 con 600mm equivalenti a 900mm. F 6.3 1/800 con VR attivo, mano libera. Il cielo è sovraesposto per leggere il piumaggio scuro del nibbio bruno. AF continuo per soggetto in movimento.

Ero a caccia di nibbi bruni sul lago di Varese dove spesso scendono per pescare.

In aprile i nibbi, giunti dalle zone calde, iniziano a costruire i nidi.

Il ramo che trasporta è destinato a questo, ma non essendo comodo da tenere nel becco, continuava ad aggiustarne la posizione.

Il nibbio è molto scuro ed il cielo è molto più luminoso.

Lasciando l’esposimetro a zero avrei ottenuto un cielo molto saturo ma il piumaggio del nibbio sarebbe stato chiuso senza dettaglio.

Ho quindi impostato una sovraesposizione di 1,7 stop, in modo da non dover schiarire in post produzione l’immagine con conseguente comparsa di rumore (e riduzione del suo livello di nitidezza).

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  • Gli accorgimenti da utilizzare durante la fase di scatto (validi sia per fotografie di animali che di paesaggio - quindi sia che si tratti di foto a mano libera che con treppiedi)
  • Come gestire la messa a fuoco e come esporre nel modo corretto (così da evitare i tipici problemi dovuti al rumore, al micro-mosso e alle aree troppo o poco illuminate)
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Pony​ islandese

fotografia nitida a un pony

Soggetto fermo, mano libera. F 7,1 1/320 con 300mm su D500 (450mm equivalente) con VR attivo.

​In Islanda vive una particolare razza di pony, piccoli e molto resistenti al clima rigido.

Sono per lo più allo stato brado, quindi senza finimenti, anche se hanno un proprietario.

La particolarità di questo è il mantello palomino, tipico anche degli avelignesi, di cui volevo mettere in risalto i crini.

Ho atteso che il vento li muovesse per avere un’immagine più dinamica ed ho scelto un diaframma che li isolasse a sufficienza dallo sfondo.

7.1 è un valore che mette anche l’ottica in condizioni di lavorare bene per quanto riguarda la nitidezza.

Essendo un scatto a mano libera la stabilizzazione era attiva.

Tigri del Bengala (​Rantha, India)

D500 mano libera con VR attivo. F 6,3 1/800 con 240mm 360 equivalenti, AFC per soggetto in movimento

La tigre che cammina maestosamente verso il fotografo è sempre un’occasione da sfruttare.

Anche se non corre ha un passo piuttosto veloce, quindi è d’obbligo utilizzare l’AF-C (autofocus continuo) e spostare il punto di messa a fuoco sulla testa dell’animale, per non correre il rischio di non avere a fuoco gli occhi.

nitidezza tigre in india

D4s (FF) mano libera con VR attivo. F 7.1 1/800 con 350mm

​Il soggetto fermo consente una accurata composizione.

In questo caso ho scelto di lasciare spazio in alto per sfruttare lo sfondo offerto dal lago, in cui si specchiano gli alberi sulla riva.

In questo scatto sono presenti solo due colori: il fulvo del pelo accostato al riflesso della vegetazione secca ed il verde dell’acqua.

Anche la semplicità cromatica è da sempre un vantaggio nella composizione.

Con 7.1 ho avuto a fuoco tutto il corpo della tigre sfocando il resto della composizione.

​​Sgarza dal ciuffo (India)

D4s mano libera​.

In questo caso serviva prestare attenzione a due fattori: F11 per avere a fuoco anche gli anelli sull’acqua, 1/2500 per congelare il movimento.

Un micromosso qui, avrebbe compromesso il risultato.

Scatto molto dinamico in cui il tempo molto breve ha permesso di congelare il movimento.

La luce era molto forte, quindi ho potuto chiudere molto il diaframma per non incorrere in lievi fuori fuoco (con evidenti problemi sulla nitidezza dell'immagine).

Ho sottoesposto di due stop lo scatto per non bruciare il bianco delle ali che avrebbe rovinato completamente il risultato.

In questo modo ho potuto avere a fuoco anche gli spruzzi e gli anelli sull’acqua.

Gruccioni in controluce

D4s su treppiede, fuoco fisso (no AF) VR spento. F9 per avere a fuoco tutte le ali 1/2500 per congelare il movimento ISO 2800 per avere il tempo breve.

​Scatto in controluce per sfruttare la trasparenza delle ali dei gruccioni.

Anche in questo caso il tempo è molto breve ed il diaframma abbastanza chiuso così da evitare errori di messa a fuoco.

La distanza era molto poca, circa 5 o 6 metri, quindi anche ad F9 la profondità di campo è molto ridotta, con un’ottica lunga.

Ho sottoesposto lo scatto perché avendo lo sfondo in ombra avrei altrimenti perso le sfumature crema delle trasparenze.


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Passo dopo passo.

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* Tutte le foto presenti in questo articolo appartengono e sono Copyright di Franco Fratini

Come Migliorare la Nitidezza delle Foto di Paesaggio e di Fauna: 9 Consigli Passo-Passo! was last modified: 21 Aprile, 2020 by Franco Fratini

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